Meno discarica, meno combustibili fossili, più valore recuperato dal ciclo dei rifiuti.
Selezione dei rifiuti idonei
Individuiamo gli scarti industriali non pericolosi adatti al recupero energetico: residui plastici e cartacei, tessili, legno, imballaggi compositi e altri rifiuti solidi secchi.
Triturazione e raffinazione
Il materiale viene triturato, deferrizzato, vagliato e ripulito dalle plastiche contenenti PVC con un separatore ottico. Il risultato è un combustibile omogeneo, con contenuto di cloro controllato e caratteristiche costanti.
Controllo qualità
Teniamo sotto controllo i parametri che definiscono la qualità di un combustibile solido secondario (potere calorifico e cloro) insieme all’umidità, per rispettare le specifiche di accettazione degli impianti di destinazione.
Avvio agli impianti di recupero
Il combustibile viene conferito, tracciato in ogni passaggio, a cementifici e impianti di co-combustione autorizzati, in Italia e all’estero, dove sostituisce i combustibili fossili tradizionali.